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Mesotelioma pleurico: la fibulina-3 come biomarcatore

Uno studio ha incentrato la propria attenzione sulla fibulina-3 nel plasma e nel versamento pleurico come biomarcatore di malattia. E’ stata valutata l’affidabilità del dosaggio della fibulina-3 mediante determinazione della sensibilità e della specificità.

Sono stati misurati i livelli plasmatici di fibulina-3 nei pazienti con mesotelioma, persone esposte all’amianto senza tumore, pazienti con versamento pleurico non-dovuto a mesotelioma e soggetti sani come controllo.

E’ emerso che i valori di fibulina-3 erano significativamente più elevati nel plasma dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico rispetto alle persone senza
mesotelioma ma con esposizione all’amianto.

Inoltre, il livello della fibulina-3 nel liquido di versamento pleurico è risultato significativamente più alto nei pazienti con mesotelioma pleurico rispetto ai pazienti con un versamento pleurico non-dovuto a mesotelioma.

Dal confronto tra pazienti affetti da mesotelioma e soggetti sani la sensibilità della fibulina-3 è stata del 96.7% e la specificità pari a 95.5% ( valore di cutoff di 52.8 ng/ml della proteina ).

Confrontando i pazienti con mesotelioma ai soggetti sani esposti all’amianto, la sensibilità è stata del 100% e la specificità del 94.1% ( valore di cutoff di 46 ng/ml di fibulina-3 ).

Dallo studio è emerso che i valori plasmatici della fibulina-3 potrebbero essere utili a distinguere le persone sane esposte all'amianto e i pazienti affetti da mesotelioma.
Inoltre, i livelli di fibulina-3 nel versamento pleurico e nel plasma potrebbero consentire di differenziare i versamenti derivanti da mesotelioma maligno da altri versamenti benigni. ( Xagena News )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2012